Non mollare. Mai.

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Hai presente quando entri su Tumblr e ti ritrovi nuovi lettori, oppure scopri che tante persone hanno rebloggato qualcosa che hai scritto tu? Oppure quando parli con qualcuno e dite la stessa frase nello stesso istante? O quando trovi nella playlist di qualcuno le stesse canzoni che ascolti tu? O quando vai in librerai e davanti al reparto dei tuoi libri preferiti c’è già qualcuno - e all’inizio è pure una scocciatura, voglio dire, quand’è che si toglie? ma insomma, tralasciamo questo punto di vista. Quando succedono queste cose, non vi sentite come se foste… nel posto giusto, con la gente giusta? Non vi sentite a casa, per qualche istante soltanto?
Marina Puglisi (via thatconfusedsoulinthoseemptyeyes)

(via mailmiocuoredipietratremaancora)

16 note

Una volta, su un pezzo di carta gialla con le righe verdi,
scrisse una poesia,
e la intitolò “Chops”
perchè quello era il nome del suo cane.
E i versi palavano di lui.
Il professore gli diede una A
e una stella dorata;
e sua madre la appese alla porta della cucina
e la lesse a tutte le sue zie.
Era l’anno in cui Padre Tracy
portò tutti i ragazzi allo zoo,
e li lasciò cantare sull’autobus;
l’anno in cui nacque la sua sorellina,
con quelle unghiette minuscole, senza capelli..
Sua madre e suo padre si baciavano sempre,
e la ragazza che abitava dietro l’angolo gli mandò
un biglietto di San Valentino con una fila di X,
e lui dovette chiedere a suo padre che cosa significassero.
E suo padre la sera, gli rimboccava sempre le coperte.
Era sempre pronto a farlo.
Una volta, su un pezzo di carta bianca con le righe blu,
scrisse una poesia,
e la intitolò “Autunno”,
perchè quella era la stagione che stava vivendo,
e i versi parlavano di questo.
Il professore gli diede una A
e gli chiese di scrivere in modo più chiaro
sua madre non la appese alla porta della cucina,
perchè aveva appena imbiancato.
E i ragazzi gli dissero
che Padre Tracy fumava sigari,
e lasciava i mozziconi sui banchi,
e a volte questi facevano dei buchi.
Era l’anno in cui sua sorella mise gli occhiali
con le lenti spesse, e la montatura nera;
e la ragazza che abitava dietro l’angolo rise,
quando le chiese di andare a vedere Babbo Natale.
E i ragazzi gli spiegarono perchè
i suoi genitori continuavano a baciarsi:
suo padre non gli rimboccava mai le coperte,
e s’infuriava
se glielo chiedeva piangendo.

Una volta, su un pezzo di carta strappato dal suo taccuino,
scrisse una poesia,
e la intitolò “Innocenza: una domanda”,
perchè quello era il quesito che si poneva su di lei,
e i versi parlavano di questo.
Il suo professore gli diede una A,
e gli lanciò uno sguardo strano, serio
e sua madre non la appese alla porta della cucina,
perchè non gliela fece mai leggere.
Era l’anno in cui Padre Tracy morì,
e lui dimenticò come finiva
il Credo degli Apostoli.
Sorprese sua sorella a fare sesso
in veranda, sul retro
e sua madre e suo padre non si baciavano mai,
e non si parlavano.
E la ragazza che abitava dietro l’angolo
si truccava troppo,
e lui tossiva quando la baciava,
ma la baciava lo stesso,
perchè era la cosa giusta da fare.
Alle tre del mattino si infilava nel letto,e suo padre russava rumorosamente.

Ecco perchè, sul retro di un sacchetto di carta marrone,
provò a scrivere un’altra poesia,
e la intitolò “Il nulla assoluto”,
perchè i versi, in realtà, parlavano di questo.
E si diede una A,
e si tagliò i suoi dannatissimi polsi.
E la appese alla porta del bagno,
perchè questa volta, pensò, non sarebbe riuscito
a raggiungere la cucina.

noi siamo infinito (via desiderounsuoabbraccio)